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Isola ferdinandeaLe origini di Sciacca sono antichissime, probabilmente al tempo dei Sicani o dei Fenici. Nel VII a. C., secondo Tucidide , gli abitanti di Selinunte avevano costruito, come confine del loro territorio, un castello che prese il nome di Terme Selinuntine.
Le prime testimonianze che il territorio di Sciacca fosse abitato nella preistoria sono convalidate dai reperti di scheletri umani e da alcuni massi intagliati, che probabilmente servivano per sedersi o dormire. Alcuni segni grafici, meglio visibili nel periodo in cui visse il Fazello, si sono quasi cancellati, ma recenti studi ne hanno confermato l’esistenza. Questi importantissimi segnali di civiltà remota si sono trovati nella Grotta Stufa, sulla vetta del Monte Cronio, odierno Monte san Calogero

Sembra certo, pertanto, che sin dai tempi più antichi, l’uomo abbia trovato in questo monte il sollievo che scaturiva dalle sue sorgenti.Secondo la leggenda, i Bagni a vapore (le cosiddette Stufe di San Calogero) sul Monte Cronio sarebbero stati impiantati da Dedalo circa mille anni prima dell’era cristiana.
Le ceramiche ritrovate nelle grotte del Monte Cronio, risalenti al periodo di transizione fra l’età della pietra e quella del bronzo,
I Saccensi – così vengono chiamati gli abitanti di Sciacca – ritengono che l’antica città fosse ubicata nella valle formata dal Monte Nadore e dal Monte San Calogero, a circa sei chilometri dall’odierna cittadina. In questo posto sono venuti alla luce avanzi di fondamenta di grandi dimensioni. Ciò confermerebbe l’esistenza dell’antica città abitata da popolazioni sicane. Le iscrizioni fenicie, invece, confermerebbero il passaggio dei Fenici.

L’isola Ferdinandea
A circa 26 miglia marine dalla costa di Sciacca, a pochi metri dalla superficie del mare sul cosidetto banco di Graham sorge un vulcano attivo che nel 1831 eruttò formando una piccola isola che venne chiamata Isola Ferdinandea. Il primo ad approdare sull’ isola dopo alcuni primi tentativi falliti fu l’ ammiraglio britannico James Graham che riusci’ a piantarci sopra la bandiera britannica. Dopo qualche giorno una delegazione di cartografi f
rancesi riusci’ ad approdare e tracciare alcune piantine dell’isola. Questa delegazione battezzò l’ isola con il nome di Julia. Dopo alcune settimane un’ altra delegazione di geologi e cartografi borbonici riusci’ a mettere piede sull’ isola e tracciare altre piantine e battezzarono l’isola con il nome di Ferdinandea in onore al re delle due Sicile Ferdinando di Borbone. Le tre nazioni stavano ancora litigando per il possesso dell’ isola,peraltro situata in mezzo al canale di Sicilia e quindi in una posizione estremamente strategica,che essa lascio’ tutti di stucco inabissandosi tra flutti e vapori cinque mesi dopo.

Economia della città

banco pesce

Le fonti principali di reddito dell’economia di Sciacca sono il turismo, la pesca, l’artiginato e l’agricoltura. Il suo porto moderno ospita circa cinquecento natanti tra pescherecci e piccole imbarcazioni, la sua flotta peschereccia comprende circa duecento barche ed è la seconda in Sicilia dopo quella di Mazzara del Vallo. La pesca più praticata è quella del pesce azzurro che, attraverso la lavorazione nelle sue industrie conserviere, viene esportato in tutto il mondo, facendo di Sciacca il primo produttore europeo. Un piccolo cantiere navale provvede alla realizzazione delle piccole e medie imbarcazioni.
Un altro settore portante per l’economia del posto è la produzione granaria, quella ortofrutticola, quella olearia e la vinicola. Numerose sono le cantine e gli oleifici, che esportano vini pregiati ed olio extravergine d’oliva in tutto il mondo. Per quanto riguarda l’artigianato, le ceramiche rapprese
ntano pure una fonte di reddito non indifferente per l’economia della città.

La ceramica rappresenta il fiore all’occhiello della produzione artistica ed artigianale della ridente cittadina;note in Italia e all’estero, le sue maioliche sono in crescita anche agli esperti artigiani saccensi nelle cui botteghe hanno saputo realizzare opere d’elevato valore artistico. Piatti, vasi, anfore, statue, piastrelle e oggetti vari fanno bella mostra nei numerosi negozi del centro storico. I forni antichi, recentemente scoperti, fanno pensare che l’arte della ceramica a Sciacca abbia avuto inizio dal Trecento, se non prima.

Foto terme e del carnevale di sciaccaLe terme, il carnevale ed il mare sono i settori chiave per lo sviluppo turistico del paese. Grazie soprattutto al suo mare ed ai suoi lidi, la città sta vivendo quello sviluppo tanto sospirato che promette bene per un futuro migliore. Ad est il primo lido che s’incontra è quello dello Stazzone, un mare pieno di scogli e un’acqua limpida. Poi i lidi della Tonnara e della Foggia presentano fondali prevalentemente sabbiosi. In località San marco, Renella e Maragani s’alternano insenature ora rocciose ora sabbiose, ma che vengono considerate dai sub e dai bagnanti veri paradisi. Ad ovest si trova la spiaggia di Sovareto con sabbia finissima, quella di San Giorgio, Timpi Russi e Macauda.
Le tradizioni popolari fanno tesoro delle feste religiose, delle sagre e del teatro popolare. Anche queste sono divenute un richiamo turistico non da poco.

 

Tra le feste religiose, è particolarmente importante le feste dell’Ascensione e di Pasqua, la festa campestre di San Calogero sul Monte Cronio e la festa di “Mezz’austu”. Fra le sagre va ricordata quella del mare, che sin dal 1920 ha avuto svolgimento continuativo al porto, quasi sempre tra la fine di giugno e i primi di luglio. In quest’occasione la statua di San Pietro viene portata in processione in mare, seguita da una lunga fila d’imbarcazioni. Poi sul piazzale viene sistemata una grande padella con oltre cinquecento litri d’olio per soffriggere oltre cento cassette di gamberi. Tutti i presenti sono invitati alla grande frittura che viene consumata con pane e vino locale, a spese della Cooperativa dei pescatori, comprendente un migliaio di soci.
Il teatro popolare trova posto nell’Estate Saccense, una rassegna di spettacoli d’operetta, prosa ed arte varia, all’interno del Comune.